La nascita del Concertino di Ravecchia

Grazie ai ricordi tramandati da Bruno Mauri sappiamo che “A Ravecchia esisteva già negli anni venti una bandella diretta da un certo Keller, che si è sciolta con la partenza per l’America di alcuni esecutori. […] esattamente nell’anno 1929, il sig. Augusto Anzola, anziano suonatore, riuniva a casa sua a Ravecchia un gruppetto di allievi di solfeggio e li incitava ad esercitarsi con i loro istrumenti. Dopo circa un anno si pensò di fare assieme la prima uscita in pubblico e l’occasione si presentò con la processione del Corpus Domini, a Ravecchia. Si trattava ora di dare un nome a questo complesso e, dopo diverse proposte, si decise di denominarlo Concertino di Ravecchia. Alla prima assemblea si nominò un comitato provvisorio sotto la presidenza di Massimo Bomio con, Gianni Farinelli (vicepresidente), Bruno Mauri (segretario), Giovanni Ortelli (cassiere), Tommaso Spinedi (membro) e qualche altro di cui ci sfugge il nome. Era l’anno 1931. Il Concertino era diretto da Augusto Anzola, in attesa di Alfredo Menozzi che a quei tempi lavorava a Zugo. Dopo un paio d’anni di successi, su proposta del socio attivo Mario Badiali, i suonatori si riunirono una sera al Ristorante Indipendenza a Bellinzona e fondarono ufficialmente il ben noto Concertino di Ravecchia. Eravamo nel lontano 1933”. Altre fonti indicano che Augusto Anzola fu affiancato nella direzione da Luigi Fedele (Anzola e Fedele si occuparono in seguito della formazione degli allievi e sono citati come “soci veterani” in un verbale del 1944).

Quindi il Concertino di Ravecchia nacque in seguito allo scioglimento di una bandella degli anni ’20, si costituì nel 1929, iniziò l’attività musicale nel 1930 ed adottò il nome nel 1931. Contrariamente ad altre società, magari più blasonate, il gruppo decise fin dall’inizio di non rivendicare l’eredità della precedente bandella, né della prima versione “provvisoria”, preferendo far risalire la propria nascita alla fondazione ufficiale, il 22 maggio 1933.

I fondatori erano giovani musicisti, quasi tutti di Ravecchia, desiderosi di condecorare con la loro musica le ricorrenze religiose e le manifestazioni ricreative della frazione:
Edoardo ed Ettore Anzola (figli di Augusto), Mario Badiali, Carlo Bersini (membro di comitato), Germano Dell’Ambrogio, Gianni Farinelli (presidente), Pierino Fontana, Aldo Giollo, Emilio Guidi, Alfredo Mahler, Bruno Mauri, i fratelli Alfredo (maestro) e Mario Menozzi, Giovanni Ortelli (cassiere e vicemaestro), Oreste Ponzio e Gino Sala. Membri del comitato, oltre ai citati musicisti, Vincenzo Anzola (vicepresidente), Giacomo Gianocca (segretario) e Adolfo Anzola.

Le prime informazioni scritte sul concertino sono riportate nel quaderno dei Verbali del Concertino di Ravecchia che documenta, purtroppo in modo frammentario e incompleto, le riunioni di Comitato ed assemblee svoltesi tra il 1933 e il 1948.

Anche se oggi si tende a pensare che un tempo i suonatori fossero persone seriose e altere, i fondatori del Concertino, pur senza voler mancare loro di rispetto, dovevano essere di tutt’altra pasta, come conferma il verbale della terza riunione di comitato del 15 giugno 1933: “Riuniti per l’occasione dopo il concerto odierno, si decide per una nota di biasimo per la maggior parte dei suonatori, per indisciplina prima, durante e dopo il concerto. Si da incarico per la compilazione dello Statuto, da rivedere poi in comitato e da sottoporre poi all’assemblea dei soci”.

Non sappiamo se lo statuto approvato dall’assemblea del 10 agosto 1933 abbia effettivamente contribuito a calmare gli animi, ma il primo articolo stesso permette di avere qualche informazione in più sugli scopi della società: “Col concorso di volontari cittadini della Frazione di Ravecchia, si è costituito, nell’anno 1933, col titolo 'Concertino Ravecchia' una società musicale di istrumenti a fiato, apolitica, aconfessionale ed autonoma con lo scopo: a) tenere concerti pubblici gratuiti – b) provvedere gratuitamente all’insegnamento della musica”.