Nome, abbigliamento e gagliardetto

Già adottato dalla prima formazione del 1931, il nome “Concertino di Ravecchia”, in base ai verbali degli anni ’30 avrebbe dovuto essere provvisorio, ma evidentemente non fu mai cambiato. Mancando altre formazioni analoghe, si tende a identificare il Concertino di Ravecchia come un caso unico, tanto da potersi limitare a dire “El Cuncertin” perché tutti sappiano a cosa ci si riferisce. In realtà, in passato esistevano altri “Concertini”, per citarne alcuni basta pensare a quello di Daro, sicuramente attivo negli anni ’20 o quello di Cadenazzo, pure dotato di costumi poi regalati proprio al gruppo di Ravecchia. Si trattava di formazioni musicali con un organico superiore a quello della bandella e inferiore a quello della banda.

 

Oggi si è talmente abituati a vedere il Concertino di Ravecchia in costume, da pensare che sia sempre stato così. Nei primi anni di attività il Concertino di Ravecchia non si esibiva in costume, né era dotato di una divisa. La tenuta dei suonatori era costituita dal proprio abito (spesso l’unico) della festa, e i giovani portavano ancora i “calzoncini”. Dopo qualche anno d’attività, il Concertino si dotò della prima uniforme, costituita di un cappello. Già nel 1944 però il maestro si lamentava in assemblea del fatto che molti suonatori ne fossero sprovvisti o comunque non lo indossassero durante i servizi. Questo trova conferma nelle foto di una trasferta a Flims avvenuta in quel periodo (verosimilmente quella che vide il presidente Tebaldo Maspoli lanciarsi, in sella a una motosacoche, all’inseguimento del gruppo, partito senza portare con sé gli spartiti musicali).

I primi costumi, ispirati a un vestito paesano ticinese del 18° secolo, appaiono nelle foto della trasferta a Montreux in occasione della Festa dei Narcisi del 1952. Rielaborato negli anni successivi, il costume che ancora oggi senza grandi variazioni caratterizza il Concertino fu benedetto nel 1955 sul sagrato della Chiesa di S. Biagio a Ravecchia.

Il gruppo in costume, nato come “grüpp di donn” affianca da parecchi anni il corpo musicale, che fino agli anni ’80 era composto unicamente da uomini. La sua costituzione ufficiale si fa risalire al 1973, ma solo nel 2012 ci si è ricordati di inserire nello statuto il riconoscimento come soci attivi per i componenti di questo gruppo e i membri di comitato.

Già nel 1936 si discusse della realizzazione di una bandiera, ma il progetto fu poi accantonato per motivi finanziari. Nel 1973, in occasione del 40° dalla fondazione, si adottò finalmente il gagliardetto. Realizzato secondo il progetto del socio attivo Giancarlo Toffoli, il gagliardetto simbolizza in modo semplice ma efficace tutte le particolarità del Concertino: su un lato la famosa fontana dell’omonima piazza di Ravecchia sullo sfondo dei colori cantonali; sull’altro lato, un susafono, una chiave di violino e zoccoli e cappello del costume. Padrino e madrina del gagliardetto furono l'avvocato Vincenzo Jacomella e la signora Elda Sterlini.